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Copertina di Un uomo migliore di Louise Penny, romanzo della saga di Armand Gamache

Data

21 Agosto, 2026

Il formidabile ispettore Armand Gamache.

Mai scambiare la gentilezza per debolezza!

Un caloroso Ben Tornati sul mio blog a quelli che mi seguivano e ai nuovi, ipotetici, lettori. Il mio lungo silenzio è dovuto a motivi non gravi tranne l’ultimo: siamo stati hackerati! Un gigantesco grazie va al mio amico, creatore di questo sito e relativo blog, il designer Domenico Amodeo, per me Mimmo, che è riuscito nel miracolo di recuperarlo completamente. Quindi siamo di nuovo in pista.

E, tanto per cambiare, stavolta vi racconto non di un unico libro ma di una serie di ben ventuno libri - dal primo Still life del 2005 all’ultimo che uscirà quest’anno - e soprattutto del loro personaggio principale: l’ispettore Capo della squadra omicidi della Sûreté del Quebec, Canada, Armand Gamache. La saga è opera della scrittrice canadese Louise Penny che ha ricevuto non pochi premi per il suo talento, la scrittura intrigante e profonda, lo scavo psicologico nei sentimenti dei personaggi, la complessità delle trame. Proprio lei chiarisce:

“Questi libri parlano di una comunità. Di amore e appartenenza. Del grande dono dell’amicizia.”

Già, perché anche la Penny, come Camilleri e altri autori, ha la sua Vigata, un luogo immaginario che, libro dopo libro, diventa reale per noi lettori, il villaggio di Three Pines (Tre Pini) poco lontano dalla città di Montreal - poco più di un’ora d’auto. Three Pines però non appare su nessuna mappa cartacea o navigatore satellitare. O sai dov’è, o te lo fai spiegare - ma non è detto che poi lo becchi -, o ci capiti per caso. Sta di fatto che tutti quelli che sono arrivati lì hanno messo solide radici e spesso, nella loro vita precedente, vita dalla quale alcuni addirittura fuggivano, sono state persone ferite nell’anima più che nel corpo. Insieme a Gamache - che capita a Three Pines per risolvere un singolare omicidio -, di cui parleremo a breve, incontriamo infatti la pittrice Clara Morrow, e per un certo periodo il marito pittore Peter, la psicologa Myrna Landers che a Three Pines è proprietaria di una libreria, la coppia gay Olivier e Gabri proprietari e gestori del Bed&Breakfast e del bistro, polo di attrazione e ritrovo per gli abitanti del villaggio e i protagonisti. L’unica che sembra essere lì da sempre è l’anziana poetessa - celeberrima e pluri premiata - Ruth Zardo che vive in un cottage fatiscente traboccante libri e dischi con l’anitra Rosa. Ruth è fuori di testa? E chi lo sa? Certamente è irriverente, insultante, intelligente, colta e con una marcia in più per capire cosa si agita nel più profondo dell’animo dei suoi amici e compaesani, a volte prima che loro stessi lo sappiano.

E poi c’è Armand Gamache e il grande amore della sua vita, la moglie Reine-Marie. Per Armand, figlio unico, che ha perso a nove anni i genitori, Reine-Marie è tutto e forse di più. Non parliamo di un rapporto sdolcinato, ma proprio di Amore, scritto così: con la A maiuscola. Un sentimento reciproco, forte, indistruttibile. Hanno due figli, Annie e Daniel. Li incontriamo già grandi, Daniel con due bambine, Annie in un matrimonio che non la rende felice e che finirà. A farla davvero felice e mamma sarà il secondo in comando di Gamache, Jean-Guy Beauvoir, un ex scarto della Sûreté che l’ispettore Capo ha salvato e fatto crescere, un figlio più che un sottoposto, quello che, insieme all’altro pilastro nella polizia e nella vita dell’ispettore, l’ispettrice Isabelle Lacoste, risolve insieme a lui i delitti più efferati.

Molte le avventure che libro dopo libro scopriamo grazie alla bella immaginazione della Penny. Ma se è vero che “ciò che resta in un’indagine per omicidio si riduce a poche parole. Avidità. Odio. Gelosia.” le trame della Penny tutto sono fuorché riduttive. Intorno ai suoi personaggi, protagonisti, comprimari, occasionali partecipanti buoni e cattivi, l’autrice costruisce un mondo di ricordi, passioni, sentimenti, storia canadese e storia tout court, amicizie, livori, vendette. Tutti ne vengono in qualche modo toccati, anche alcuni dei personaggi principali perché tutti, purtroppo, abbiamo qualcosa da nascondere, qualcosa che prima o poi salta fuori mostrando difetti, pecche inconfessabili, segreti. A questo proposito ecco cosa dice Armand Gamache: “Non è che ciascun mistero sia un crimine, ma ogni crimine inizia con un mistero. Un segreto. Un pensiero o un sentimento nascosti. Un desiderio. Ogni omicidio che ho investigato cominciava con un segreto.”

E se il suo secondo in comando Jean-Guy Beauvoir è principalmente un uomo d’azione pronto al combattimento, sempre armato, Armand è di tutt’altra pasta. Raramente ha con sé la pistola di ordinanza - perché se poi la tiri fuori e la punti c’è solo una cosa che devi fare -, eppure lo vedremo in un paio di circostanze far fuoco senza pietà sui criminali e rischiare la vita. Ma Gamache è, in fondo, un uomo di pace, “che si preoccupa per gli altri. Che ama sedersi accanto a un camino acceso, o nel suo giardino, o nel bistro con un libro.” Così lo vede Beauvoir e continua: “Ma è anche un uomo astuto, calcolatore, furbo. Talvolta spietato. E determinato. Che non si ferma davanti a nulla per acciuffare un assassino.”

D’altronde, non si raggiungono i vertici della Sûreté sconfiggendo colleghi corrotti e pronti a tutto pur di farti fuori, in senso letterale, con un semplice sorriso! Sì, perché un tratto disarmante dell’ispettore Capo è il suo sguardo, la compassione e la comprensione che si possono leggere nei suoi occhi. Un tratto raro e singolare per chi, come lui, ha guardato troppo a lungo nell’abisso senza però permettergli di avere la meglio. Gamache ha il grande pregio di saper ascoltare gli altri, chiunque essi siano, e mentre lo fa riesce persino a far provare al suo interlocutore la sensazione di essere l’unica persona al mondo le cui opinioni, parole contino. Ma Armand Gamache non è uno sprovveduto. Sempre disponibile a dare ai suoi agenti talvolta riottosi una seconda possibilità, a tirar fuori da loro il meglio, sa anche bene che i veri nemici li troverai - come è scritto nel Vangelo secondo Matteo - proprio all’interno della tua stessa casa. Alto, prestante, lievemente tendente alla pinguedine, capelli che stanno ingrigendo, tra i cinquanta e i sessanta anni con il procedere delle storie, Armand Gamache è amato, invidiato, disprezzato e soprattutto frainteso e sottovalutato da superiori e sottoposti. Perché lui fa sempre, o quasi, la cosa giusta, anche se questo rischia di rovinargli la carriera. E lo fa per principi di rettitudine e moralità che vanno ben oltre la legge.

Insomma, c’è proprio tanto nei gialli della Penny. C’è il meraviglioso, verdissimo Quebec con la sua storia presente e antica, c’è il fiume San Lorenzo, Montreal e uno sperduto villaggio ai confini del Vermont americano. C’è la violenza della lotta contro la droga, l’inseguimento e la cattura di astuti criminali, le minacce che colpiscono la famiglia Gamache e gli amici di Three Pines, i ricordi dell’ultima guerra mondiale e della precedente nella bella vetrata della piccola chiesa di St. Thomas, l’alternarsi delle stagioni. Ma c’è soprattutto, come si diceva all’inizio, una comunità di esseri umani pronti a sostenersi a vicenda, a lottare insieme per sconfiggere il male, pronti al sacrificio e amanti del buon cibo, dei buoni libri e della bella compagnia che non disdegna prese in giro e battute anche nei momenti peggiori.

Dispiace che solo alcuni dei volumi siano stati tradotti in italiano dalla casa editrice Einaudi che li pubblica. Ho avuto la fortuna di leggerli in inglese nel giusto ordine e apprezzare così la crescita e la trasformazione dei personaggi principali, le loro storie individuali, senza mai annoiarmi. Anzi. Ormai Three Pines è diventato per me un luogo del cuore dove mi rifugio, rileggendo, nei momenti un po’ così. Quelli che prima o poi capitano a tutti.


E voi? Avete una saga del cuore nella quale rifugiarvi rileggendola?

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